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Partiamo dagli oculari, il barilotto che a seconda della lunghezza focale in mm., ingrandisce piu' o meno. Utilita' per chi
si avvicina ora al telescopio: l'ingrandimento e' dato dal rapporto tra focale del tubo ottico e focale dell'oculare. Nel
caso della mia strumentazione, con una focale di 2350mm, mettendo un oculare da 30mm avro' 2350/30=78,3 ingrandimenti. Nella
foto ci sono gli oculari e la barlow che utilizzo prettamente per cercare e centrare gli oggetti ( 25mm ) e per capire se
il seeing e' buono per le riprese ( 9mm. ). La Barlow mi permette di raddoppiare, triplicare o piu' a seconda dei modelli,
gli ingrandimenti di un dato oculare ( nel caso di prima, se metto la barlow e poi l'oculare da 30mm, gli ingrandimenti diventano
2x78,3=156,6)e serve per ingrandire le riprese con la webcam, ma su questo ci torneremo piu' avanti.

Che cosa e' il cilindro nero di seguito in foto?
Il TELEXTENDER.
Fisicamente due cilindri che scorrono uno all'interno dell'altro, con 2 aperture all'estremita'.
Quali i suoi scopi piu' comuni?
Il primo, quello piu' classico, e' per le foto in proiezione di oculare utilizzando direttamente l'obiettivo della macchina
fotografica o videocamera usata ( generalmente compatte digitali di ultima generazione ) tramite apposito adattatore. In questo
caso, all'interno del telextender si inserisce un oculare che dara' la grandezza dell'immagine finale. Il secondo e' per fotografare,
SENZA obiettivo ( sara' il telescopio a fare le sue veci ), con le reflex come la Canon EOS che utilizzo: il Telextender ha
una filettatura dove si avvita il necessario anello a T ( vedi di seguito ) per l'attacco fotografico. Il terzo e' aumentare
la lunghezza focale del telescopio ( il tiraggio...) per trovare ingrandimenti maggiori in foto e riprese Webcam.

Le webcam sono gli accessori che noi astrofili amiamo di piu'. Ci permettono di riprendere, tramite apposito adattatore, dei
filmati che ad una successiva elaborazione, diventeranno le foto finali da noi tanto desiderate. La webcam, rispetto alla
macchina fotografica tradizionale, ha il vantaggio di prendere piu' frame ( foto ) in un secondo e permettere di avere piu'
probabilita' di ripresa di Luna e Pianeti, senza turbolenza ( vedi Seeing ). I filmati, tramite programmi che allineano i
frame, li processano e li migliorano, diventano la foto finale. Le 2 webcam della foto sono la Philips Toucam fun e la Trust
Spacecam 150. La prima e' gia' famosa nella comunita' amatoriale, in quanto e' risaputo dare ottimi risultati. La seconda,
la Trust, l'ho scoperta di recente per la sua 'miniaturizzazione' e, provandola, e' venuto fuori, in special modo sulla Luna,
che e' in grado di cogliere ottimi dettagli, nonostante un sensore di soli 100K pixel. Per i pianeti non e' consigliata. Non
mi ha mai soddisfatto.

I filtri sono degli accessori molto utili per la ripresa fotografica e webcam. Ce ne sono svariati sul mercato, ma quelli
che io trovo piu' utili, attualmente, sono il filtro IR-Cut ( taglia infrarosso ) utile nelle riprese webcam, ed il filtro
deepsky CLS che, pur non essendo specialistico per questo tipo di riprese ( tipo OIII ), offre una buona resa generale sul
cielo profondo, aiutando a diminuire anche l'inquinamento luminoso in caso di riprese da posti molto illuminati 'artificialmente'.
Il loro funzionamento e' dovuto al materiale ( strati ) che viene applicato sul vetro, il quale lascia o meno passare le frequenze
di luce interessate ( infrarosso, idrogeno, etc. ), enfatizzando cio' per cui il filtro e' consigliato.

L'anello a T che si applica alla filettatura citata prima ( detta attacco T2 ), serve per collegare le macchine fotografiche
Reflex ( sia digitali che a pellicola ) direttamente al telescopio, togliendo l'obiettivo. Sara' il telescopio a fare da obiettivo
( forse un po' piu' teleobiettivo che obiettivo ). la messa a fuoco si fara' direttamente dal telescopio.

Ed ecco la Canon EOS300D. La foto l'ho presa dal sito Canon, non potendo fotografarmela da solo per ovvi motivi di fisicita'.
Per le sue caratteristiche vi rimando alla rete. Quello che mi preme portare alla vs. conoscenza, in futuro, sara' il confronto
di foto a lunga esposizione fatte con questa reflex da 6,3 mpixel, con quelle ottenute con le camere CCD.

Terminiamo la carrellata di accessori utili per l'astrofotografia, con la Maschera di Hartman. Cos'e'?
in sintesi un accessorio che posto davanti al telescopio, come se fosse un tappo forato, permette una precisa messa a
fuoco 'al momento' della ripresa fotografica. Tale Hartman si e' inventato questa specie di tappo che grazie ai suoi fori
eccentrici ( generalmente 3 ) permette di vedere un oggetto non messo a fuoco, in piu' oggetti replicati. In pratica vedendo
una stella con la suddetta maschera, se la stella non e' a fuoco, ne vedremo 3 a triangolo. Man mano che ci avviciniamo alla
messa a fuoco, le tre stelline si avvicinano. Nel momento in cui si uniscono in una, la messa a fuoco e' buona.
Io l'ho fatta con del cartone sulla base delle dimensioni del tappo rigido proteggi telescopio, con tre fori a 120 gradi
ciascuno. Si infila come il tappo, si mette a fuoco, si sfila e si fotografa.
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